Riapertura ferrata Rio Salagoni e castello di Drena

Il Garda Trentino dove abito è la location ideale dove si possono fare diverse attività all’aria aperta. La mountain bike è l’attività che va per la maggiore seguita dall’arrampicata sportiva e l’outdoor in generale.

Non solo mtb ma anche cicloturismo. Strade secondarie e piste ciclabili sono ideali per andare alla scoperta di questo territorio.

Se ami camminare sei nel luogo giusto. Parti dai 90 m di Riva del Garda per arrivare ai 2000 metri o del Monte Baldo o del Monte Stivo. Puoi divertirti percorrendo le bellissime vie ferrate.

Via ferrata Rio Salagoni

Questa mattino sono andato a fare due passi a controllare un percorso a piedi e sono arrivato davanti all’ingresso della ferrata Rio Salagoni.

La ferrata risale 

La ferrata, a dir poco spettacolare, è stata chiusa dopo le forti piogge che hanno flagellato tutto il Trentino nel Novembre 2018. La ferrata è stata riaperta nelle scorse settimane come da ordinanza sindacale del comune di Drena.

Prima di affrontare la ferrata vi consiglio di contattare le guide alpine della zona per sapere le condizioni della ferrata.

 


Annunci

Apertura ‘ponale’ 2019 21 Aprile

La ‘ponale’ è certamente è la strada e il sentiero più famoso del Garda Trentino. Con oggi 7 Marzo 2019 mancano 45 giorni alla riapertura, il 16 Aprile 2019. La chiusura della strada è servita per completare i lavori e rendere la ‘ponale’ più sicura a chi la percorre. I lavori fatti lo scorso anno hanno reso il percorso più sicuro dividendo la corsia per i pedoni dai ciclisti. Con la riapertura della strada si potrà raggiungere il lago di Ledro, Tremalzo e il Rifugio Pernici o Pregasina per poi arrivare a punta Larici uno dei posti più belli del Garda Trentino.

 

Ciclabile Dro Fies Pietramurata, riapertura

Questa mattina durante uno dei miei soliti giri in bici nel Garda Trentino ho visto che la pista ciclabile direzione Sarche è stata riaperta. Era stato chiuso il tratto tra l’abitato di Dro e Fies per permettere dei lavori. Da oggi si può raggiungere Sarche partendo dal lago di Garda pedalando sulla bellissima ciclabile che costeggia il fiume Sarca. Buone pedalate!!!

 

Monte Corno di Nago e il castagneto

Una bellissima camminata adatta a tutti tranne ai passeggini alla scoperta del castagneto di Nago e delle testimonianze della guerra sul monte Corno di Nago. Possibilità di sosta al castagneto e bellissimi scorci sul lago di Garda.

Il percorso

Parto da Arco dove abito in macchina direzione Nago. Lungo la strada ammiro come sempre il lago di Garda e il Monte Brione alla mia destra. Arrivo alla rotonda di Nago dove prendo la terza uscita verso il parcheggio. Mi preparo, accendo il mio GPS, aspetto il segnale di ricezione quindi parto.

Nel parcheggio trovo una bacheca con la spiegazione delle vie presente in questa zona esattamente sulla falesia Belvedere. Vicino trovo anche un kit per aggiustare la bici e anche due prese di corrente per le e-bike…mah

Alla rotonda seguo le indicazioni per la falesie Belvedere. Salgo su fondo asfaltato/cementato fino al cartello con le indicazioni ancora per la falesia. Qui trovo anche una bacheca con le informazioni del castagneto e del Monte Corno.

Proseguo su fondo sterrato in salita fino ad un certo punto dove a destra trovo una rientranza ed arrivo ad un bel punto panoramico sulla valle di Loppio e sull’abitato di Nago. Trovo anche una panchina e mi siedo un secondo per annotarmi due cose sul mio taccuino. Mi trovo in una zona caratterizzata dalle MARMITTE DEI GIGANTI.

Rientro sul percorso e proseguo. Alla mia sinistra ulivi e subito dietro la parete verticale dove ci sono le varie vie d’arrampicata. Salgo alcuni gradini con un cordino alla sinistra e arrivo ad un bivio. Andando diritto in discesa arrivo alla falesia, io giro a destra e salgo. Altro cordino che mi aiuta a superare alcune rocce lisce e dopo alcuni gradini mi trovo una panchina in un posto che lascia a bocca aperta. Ovviamente mi fermo, mi siedo e ammiro il mio lago e scatto alcune foto, che spettacolo.

Continuo la camminata e dopo un tratto nel bosco esco e mi trovo ad affrontare un tratto su roccia liscia con a sinistra la parete e a destra un cordino per agevolare la salita. Che spettacolo il lago anche se lo vedo tutti i giorni rimango sempre sbalordito dalla bellezza e dalla sua immensità, difatti il lago di Garda è il più grande lago d’Italia.

Arrivo ad un bivio dove trovo un segnavia con scritto Fuciliera, quindi giro a sinistra. Seguo il sentierino ben battuto fino ad un secondo bivio dove trovo una panchina e le indicazioni per il luogo. Arrivo alla fuciliera. E’ stata costruita in una posizione strategica; da questo punto si vede la valle di Loppio e il lago. La costruzione è ben conservata si cammina su fondo erboso e lungo il muro si trovano delle aperture.

Rientro sul sentiero principale quindi giro a sinistra e mi trovo a camminare tra i castagneti. alla mia sinistra un bellissimo prato con i castagni e una bella casetta ben curata, che bello. cammino e mi trovo dopo una breve salita nel castagneto di Nago. Rimango sempre sbalordito da queste piante dalla loro maestosità e dalla loro età. Guardo sempre il tronco ma soprattutto la corteccia mi intrigano le forme più o meno geometriche. Adoro i frutti, le castagne, che poi con l’aiuto di mamma trasforma in una buonissima marmellata….che buona.

Al castagneto trovo un tavolo con panca e mi fermo per bere il mio tea caldo e scrivere; adoro questo posto perché è poco frequentato quindi ideale per scrivere e lavorare con il solo fruscio delle foglie dei castagni e il cinguettio degli uccellini. Riprendo a camminare dopo la breve sosta e seguo i segnavia Sat tracciati sui castagni. Verso la fine del castagneto trovo altre panche e una fontana dove l’ACQUA NON E’ POTABILE. Trovo una bacheca che mi da alcune info sul castagneto, sul percorso dove sono e la mappa di alcune iscrizioni che si trovano su di un masso, che non ho trovato, purtroppo…..

Cammino lungo la strada forestale fino al bivio dove giro subito a destra e, invece di continuare sulla strada, a sinistra dietro una panchina noto i segnavia Sat su di un tronco d’albero. Sono sul sentiero Sat 637. Cammino su un bel sentierino ben curato con tratti rettilinei e alcuni tornanti ben disegnati. Passo in una zona con massi enormi, mi trovo ad attraversare una paleofrana, ovvero una massa composta di materiale incoerente deposto da una frana su un pendio.  Alla fine del sentiero trovo una panchina alla mia destra e difronte una bacheca con il percorso e un palo di legno con i vari cartelli. Oggi vado a destra direzione Nago punto di partenza e di arrivo.

Lungo il tracciato trovo a sinistra le indicazioni per le trincee del Monte Corno di Nago, tempo di percorrenza 5 minuti. Salgo lungo il castagneto, il sentiero è ben evidente e ben curato fino a trovarmi davanti ad una galleria. Entro e rimango sbalordito dal lavoro fatto ma soprattutto sono sbalordito dalla bellissima scalinata originale che è stata recuperata dal lavoro volontario della  Schützenkompanie di Arco. Nella galleria trovo un locale con una finestra da dove si ha una bellissima vista sul lago di Garda, esattamente sulla zona sovrastante Torbole sul Garda. Da questo punto si gode di un panorama davvero straordinario sulla zona di Nago, verso Torbole ed Arco e difronte sul monte Altissimo.

Esco dalla galleria e salgo a sinistra dove mi trovo una croce e una tabella con scritto in ricordo dei nostri Standschützen Tirolesi e la data 1915-1918. Da questo punto il panorama sul lago è davvero da cartolina. Mi fermo vicino alla croce a scattare alcune foto e mi bevo un sorso di tea caldo e penso alla guerra.

Mi perdo ad ammirare il lago che vedo tutti i giorni ma che adoro. Scendo verso il bivio per raggiungere questo luogo e giro a sinistra. Breve tratto e arrivo in un bellissimo pianoro dove trovo una bacheca con le indicazioni del percorso e una panchina. Trovo il cartello Sat numero 637 con indicazioni per Nago. Sono alla dorsale Tre Croci a 450 metri di quota. 

Inizio la discesa e dopo pochi metri trovo due cartelli con le indicazioni per andare a vedere delle postazioni, in particolare del Kriegsweg 1914/1918 percorso storico. A sinistra scendo alcuni gradini quindi mi trovo in una camera con una piccola finestrella con una bellissima vista sulla sottostante valle di Loppio.

Esco mi dirigo dalla parte opposta dove trovo una trincea a cielo aperto e dal muro altro bellissima panoramica sulla valle di Loppio. Sul muro della prima fortificazione che ho trovato trovo una targa che ricorda la prima guerra mondiale che era la seconda linea austro ungarica e le postazione fortificate a di nome Ago in ricordo di Agostino Dall’Alda. Le trincee sono state recuperate dalla compagnia schutzen di Arco nel 2012.

Scendo lungo il sentiero nel bosco. Ben segnalato fino ad arrivare ad un bivio dove trovo un cartello con le indicazioni per Nago. Cammino sempre bel bosco dove ho poca visuale sulla zona fino ad un certo punto dove esco e trovo i primi ulivi, che spettacolo. Scendo e alla mia sinistra sopra un masso trovo un bellissimo gazebo e sottostante una bellissima casa abbandonata.

Termina lo sterrato, trovo le prime case e inizia il fondo asfaltato. Sono in Via al Coel. Alla fine della strada giro a destra e quindi ancora a destra lungo via del Trenim. Al termine della strada giro a destra e mi trovo al parcheggio da dove sono partito.

Mappa:

 

Marmitte dei giganti

Una bellissima camminata alla scoperta delle marmitte dei giganti nel Garda Trentino. Partenza e arrivo a Torbole sul Garda. Adatta a tutti tranne ai passeggini. 

Itinerario:

Inizio la mia camminata da Torbole sul Garda. La raggiungo in macchina quindi cerco un parcheggio gratuito, visto che non so mai il tempo di percorrenza e poi non voglio avere il fiato sul collo per rientrare e pagare altre ore di sosta o cambiare il disco orario. Conosco un parcheggio non a pagamento, penso uno tra i pochi rimasti a Torbole alla fine di via Strada Piccola. Per raggiungere il parcheggio arrivato a Torbole sulla via principale trovo via Strada Granda e anche le indicazioni per le marmitte dei giganti. Proseguo lungo la strada fino a trovare sulla destra Strada Piccola dove parcheggio.

Controllo di avere tutto nello zaino; il kit del primo soccorso, il piumino, una maglietta intima di ricambio e la thermos del tea. Con queste cose sono a posto per iniziare la camminata. Accendo il GPS aspetto di avere un segnale buono quindi avvio la registrazione della traccia che poi mi servirà per allegarla a questo articolo.

Esco dalla strada e giro a destra. Cammino sul marciapiede fino a giungere davanti all’Hotel Villa Stella quindi trovo il cartello con le indicazioni per la meta della camminata. Svolto a destra quindi in fondo alla stradina a sinistra dove trovo la segnaletica che indica ancora a destra. Sono immerso tra i vigneti e cammino su fondo sterrato.

Proseguo tra gli ulivi da dove si ricava l’olio del Garda Trentino assai pregiato. La strada sale leggermente e girandomi riesco ad intravvedere tra i rami degli ulivi il lago di Garda. Tengo la sinistra e mi trovo un cartello su di un palo di una recinzione con le indicazioni per le marmitte. Costeggio la recinzione e inizio a salire. Affronto un tratto pianeggiante poi gradini che mi fanno salire di quota e, tra gli alberi, riesco ad ammirare la cittadina di Torbole sul Garda e sullo sfondo il lago.

Salgo con tranquillità e affronto i vari gradini che a volte sono dei veri e proprio gradoni…. Dopo circa 20 minuti trovo una staccionata di legno e un punto panoramico davvero spettacolare. Mi fermo e scatto una bella foto al lago, vivo in un posto spettacolare. Proseguo e in pochi minuti arrivo ad un bivio dove a destra si arriva alla strada principale che da Nago conduce a Torbole sul Garda. Io giro a sinistra e scendo su strada prima ciottolata quindi sterrata. 

Sono arrivato alle marmitte dei Giganti, sono quasi intimorito dalla loro maestosità, mi sento davvero piccolo. Le marmitte sono dei pozzi glaciali che si sono formati milioni di anni fa grazie all’erosione della roccia dovuta alle acque di scioglimento dei ghiacciai. Le marmitte si sono formate dalle acque di fusione del ghiacciaio che, precipitando nei crepacci, provocano un moto vorticoso e veloce di ciottoli che hanno lentamente eroso le roccia dandole questa forma.

Mi fermo davanti alle marmitte e noto una grotta ed una scala ancorata alla roccia che porta ad una marmitta sopra il pianoro dove mi trovo. Mi fermo per inserire alcuni punti d’interesse nel GPS e mi scappa l’occhio sulla parete liscia dove trovo la scritta di una via di arrampicata, la Blacksun 9a+.

E’ ora di tornare alla macchina. Ripercorro il percorso fatto all’andata ed anche oggi è stata una bella giornata all’aria aperta. 

Mappa:

Note:

Il sentiero è molto panoramico, ben segnalato e semplice da percorrere. Munitevi di macchina fotografica per immortalare il lago e la cittadina di Torbole da una nuova prospettiva. Vista la presenza di gradoni, il sentiero NON E’ PERCORRIBILE CON IL PASSEGGINO.

 

 

Il Monte Brione

Oggi vi porto alla scoperta del monte Brione. Siamo nel Garda Trentino. Il Brione è la montagna che si trova tra la città di Riva del Garda e Torbole sul Garda. Munitevi di macchina fotografica per immortalare il lago di Garda da un particolare balcone a sbalzo. 

Itinerario

Parto da porto San Nicolò appena fuori la città di Riva direzione Torbole sul Garda. Parcheggio la macchina in via Brione, esattamente difronte al Ristorante Pizzeria Bar e Gelateria L’Ora dove trovo un parcheggio lungo la strada ma anche sopra la strada. Comodo avere un parcheggio gratuito nelle vicinanze del punto di partenza.

Prendo un caffè come sempre quindi attraverso il parcheggio del porto e salgo sopra la struttura che si trova a destra rispetto la strada. Sopra ci sono alcune panchine ed è un posto ideale per fare una foto sulle barche ormeggiate al porto con sfondo la Rocchetta da dove svetta il Bastione e la chiesetta di Santa Barbara.

Alla mia destra c’ il forte San Niccolò costruito tra il 1860 e il 1862. Questo forte appartiene alla “Fortezza Riva del Garda” del “Subrayon III” del grande sistema di fortificazioni austriache al confine italiano. Forte San Niccolò aveva due funzioni: la prima di tagliata stradale ovvero di sbarrare il passaggio con un porte di ferro, la seconda come batteria costiera ovvero un forte da difesa militare. Il forte era dotato di potenti riflettori che venivano utilizzati per le perlustrazioni delle acqua antistanti del lago di Garda.

M’immetto sulla ciclabile e l’attraverso subito. Davanti mi trovo una gradinata di cemento che sale. Salgo e costeggio un muro di cinta dove dietro trovo una bella casa. Arrivo ad un piccolo piazzale dove trovo le indicazioni per il monte Brione e una bacheca che spiega il biotopo e un po’ di storia.

Proseguo e cammino su fondo cementato sterrato sempre con gradini che a volte sono un po’ troppo alti, ma si sale aggirandoli ai lati. A destra si apre un balcone sul lago di Garda, una vista davvero suggestiva e particolare. Sono abituato a vedere il lago ma da questa posizione mi lascia a bocca aperta. Scatto alcune foto e riparto.

Continuo la salita affrontando sempre gradini fino a giungere ad un secondo balcone sul lago, ma in questo caso soprattutto sulla baia di Torbole sul Garda e sul Monte Baldo. Arrivo ad un pianoro dove trovo a destra il sentiero che percorre la cresta mentre a sinistra trovo un cartello con le indicazioni per il forte Garda. Decido di andare a sinistra. Cammino lungo un sentierino che costeggia il fossato di ingresso fino a giungere davanti al forte. E’ chiuso. Mi fermo solo per scattare alcune foto. Qui trovo un piazzale con una panchina, una fontana e una bacheca con le informazioni essenziali del forte. 

Il forte venne costruito tra il 1904 e il 1907. E’ il primo forte che venne costruito in calcestruzzo compresso sostenuto da travi di acciaio. Forte Garda aveva la funzione di difesa di tutto il sistema dell’Alto Garda. Il forte era mimetizzato e aderente al terreno, con la parte anteriore rivolta verso il lago più bassa di quella posteriore, dove si trovava l’ingresso.

Seguo il cartello e salgo lungo un sentierino nel bosco e mi ricongiungo al sentierino che ho preso all’inizio della camminata. Proseguo lungo il sentiero con sempre vista sul lago fino ad uno slargo dove trovo una panchina e una bacheca con spiegata le vecchie foci della Sarca. Continuo la camminata sempre salendo i gradoni di legno. 

Arrivo ad un pianoro dove a sinistra trovo gli ulivi. Il monte Brione è ricoperto di ulivi da dove si ottiene un buonissimo olio. Alla mia sinistra noto dei gradini che scendono sulla strada asfaltata che presa in discesa arriva nella zona vicina al punto di partenza. La vista sul lago è spettacolare, mi fermo scatto alcune foto e quindi riprendo la salita verso il forte Batteria di Mezzo.

 

Lungo il percorso ci sono tanti punti panoramici alcuni con delle panchine. Gli ulivi per un tratto mi accompagnano verso la meta della camminata. Mi fermo per ammirare le piante e per vedere la zona di Riva del Garda da una diversa prospettiva.  Lungo il percorso trovo i resti delle piazzole dove c’erano i mortai da 15 cm. Ritorno a camminare nel bosco quindi esco e davanti ai miei occhi il forte Batteria di Mezzo. 

Sono al forte Batteria di Mezzo ultimato nel 1900. Fu costruito per controllare la zona di Nago-Torbole e la valle di Loppio. Il forte è in pietra squadrata con copertura in calcestruzzo e poteva ospitare una guarnigione di 70-80 uomini. Era armata con cannoni posti su rotaie.

Mi fermo nel pianoro davanti al forte per scattare delle foto il panorama è a 360°uno spettacolo. Percorro il giro dell’edificio e mi ritrovo al pianoro. Noto che gli ingressi sono chiusi da cancelli di ferro perché la visita all’interno è vietata per ragioni di sicurezza così come non si può più salire sul tetto del forte ora c’è una recinzione.

E’ ora di tornare a casa. Ripercorro il sentiero fatto all’andata fino al punto di partenza.

Mappa:

Note:

Percorso adatto a tutti ma NON AI PASSEGGINI per la presenza di gradini. Portatevi la macchina fotografica. Presenza di una fontanella al forte Garda. Presenza di panchine lungo il percorso.

 

Chiesa Santa Maria Maddalena e Bastione a Riva del Garda

L’itinerario si svolge lungo le pareti del monte Rocchetta che sovrasta la città di Riva del Garda. Bel percorso con notizie storiche e naturali. Ideale per famiglie e anche per bambini. Punto di sosta il Bastione.

Itinerario

Parto da Via Ardaro una via appena fuori il centro cittadino di Riva del Garda, una delle strade che adoro particolarmente perché mi ha sempre dato l’idea di una zona signorile e tranquilla. Lascio la macchina a metà strada dove trovo sul lato sinistro un parcheggio gratuito che quando si decide di andare a camminare è la scelta migliore. 

Esco dal parcheggio e giro a sinistra. Cammino sul marciapiede sulla strada principale e attraverso alcune case, sono in località San Giacomo. Alla mia sinistra trovo un piccolo tabernacolo con vicino una fontana, mentre di fronte un ristorante. Se sentite profumo di pane vicino c’è un panificio.

Riempio la borraccia e proseguo. Arrivo ad un bivio dove giro a sinistra dove trovo il cartello di S. Giacomo a 117 metri e il cartello Sat 434. A sinistra trovo una cappella dove viene svolta regolarmente la messa e che fa parte di Villa Angelica. Struttura nata nel 1360 come cartiera poi diventata per secoli dimora dell’aristocrazie e oggi elegante residence.

Cammino in salita e arrivo in località Foci dove trovo il cartello Sat e ancora le indicazioni per il sentiero Sat 434. Qui trovo anche una fontana dove sgorga acqua fresca. Attraverso le case della piccola frazione quindi finisce l’asfalto e inizia una bella gradinata su fondo sterrato. I gradini sono scavati nella roccia e sono contenuti da tronchi di legno.

Salgo le scale a zig zag e arrivo in un pianoro dove a destra trovo le indicazioni per il sentiero Fedrizzi 434 chiuso per frana. Proseguo tra tratti in leggera salita e tratti pianeggianti fino a nuova serie di scale che affronto in scioltezza. Il bosco è bello pulito e alla mia sinistra ho qualche finestra su Riva del Garda, sul monte Brione e sul monte Stivo.

Arrivo alla chiesa di Santa Maria Maddalena ed è recintata così non ci si può avvicinare viste le sue condizioni. Mi fermo per scattare una foto da fuori quindi salgo alcuni gradini e mi trovo su un terrazzo erboso. Cammino e alla mia sinistra ho due case ben curate. 

Alla fine della strada trovo un palo con dei cartelli e varie indicazioni. Io seguo le indicazioni per il “bastione”, quindi giro a sinistra. lascio l’asfalto e inizio a scendere su fondo cementato. Cammino immerso nel bosco e ogni tanto riesco a intravvedere davanti ai miei occhi il lago di Garda. Scatto alcune foto quindi continuo la discesa.

Arrivo ad un bivio dove tengo la destra. Seguo il cartello Sat con le indicazioni per il Bastione e quindi per Riva del Garda, sono sul sentiero Sat 402. Cammino ora su fondo sterrato nel bosco. Riesco a vedere Riva del Garda dall’alto e il panorama è davvero suggestivo. Mi fermo e la mia vista spazia a 180°, dal Castello di Tenno al lago di Garda passando per Arco, il monte Stivo, il monte Brione, Nago, e Riva del Garda. Un quadro a cielo aperto.

Proseguo e arrivo ad un bivio dove giro a destra direzione Bastione. Cammino su fondo lastricato e in pochi minuti arrivo nel piazzale antistante il bellissimo edificio che svetta sopra la cittadina. Lo considero uno dei monumenti simbolo della sottostante città e lo si vede davvero da lontano.

Il Bastione fu costruito nel XVI subito dopo la dominazione veneziana a Riva del Garda. Serviva per garantire una maggiore sicurezza alla sottostante cittadina e ai suoi abitanti. Nel 1703 venne distrutto dalle truppe francesi che ne minarono il corpo centrale. Da quel momento divenne inutilizzabile.

Da qui il panorama è davvero suggestivo sul Garda Trentino, posso dire di essere su un bellissimo balcone panoramico. Solitamente mi fermo al ristoro per una birra o un caffè ma oggi 15 Gennaio 2019 è chiuso. No problem.

Ultimamente è stato presentato un progetto per costruire un comodo ascensore inclinato panoramico che partirà dal centro storico di Riva del Garda e arriverà qui al “bastione”. Una corsa con l’ascensore di circa due minuti con una vista panoramica sul lago e sulla città sottostante.

Dal “bastione” prendo il sentiero che con diversi tornati scende nell’olivaia e arriva sulla strada principale la SS45bis gardesana occidentale. Attraverso sulle strisce pedonali quindi giro a sinistra. Cammino lungo il marciapiede quindi attraverso nuovamente la strada, via Cannella e prendo via Ardaro. Cammino lungo la strada fino al parcheggio che si trova sul lato sinistro della strada. 

Note

Percorso semplice privo di difficoltà adatto a tutti anche ai bambini. Poco dislivello. Sentiero tenuto bene e ben segnalato. Informarsi prima se il bar/ristorante al “bastione” è aperto. Portatevi la macchina fotografica.

1/02/2019 situazione neve e Rifugi aperti

La nevicata di oggi nel Garda Trentino ha fatto prendere alcune decisioni ai gestori dei rifugi che si trovano in zona.

Il RIFUGIO PERNICI questo week end è CHIUSO CAUSA CONDIZIONI METEO AVVERSE E PER MOTIVI DI SICUREZZA com’è stato scritto su  Facebook del rifugio.

Rifugio Nino Pernici (foto non di oggi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il RIFUGIO SAN PIETRO è APERTO QUESTO WEEK END. Dal profilo Facebook del rifugio c’è scritto che la strada fino al parcheggio è per lo più praticabile con gomme da neve. Vi consiglio di chiamare prima Andrea 0464 500647 per sapere le condizioni stradali.

Rifugio San Pietro (foto non di oggi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il RIFUGIO MARCHETTI ALLO STIVO come riportato dal profilo Facebook è CHIUSO CAUSA CONDIZIONI METEO AVVERSE E PER MOTIVI DI SICUREZZA.

Rifugio Stivo immagine di repertorio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il RIFUGIO ALTISSIMO DAMIANO CHIESA questo week end è CHIUSO PER MOTIVI DI SICUREZZA come viene riportato sul profilo Facebook.

Foto di repertorio.

Belvedere di Torbole sul Garda

Questo itinerario si svolge nel Garda Trentino. Una bella camminata adatta a tutti anche ai bambini, tranne i passeggini. La location di partenza è Torbole sul Garda una bellissima cittadina che si specchia sul lago di Garda. Una location davvero suggestiva per il panorama.

Itinerario

Parto da Torbole sul Garda. Parcheggio la macchina lungo la strada direzione Malcesine. Cammino verso il centro di Torbole lungo il marciapiede. Sono a pochi metri dal lago. Lungo il marciapiede vedo a sinistra in mezzo al golfo su un molo un piccolo edificio. Era la sede del Dazio e quindi dei doganieri austriaci che tenevano ormeggiate le barche e sullo sfondo la “rocchetta” con la strada del “ponale” che taglia il versante della montagna.

Attraverso le strisce pedonali in corrispondenza del tabacchino e trovo il cartello con le indicazioni per il “belvedere”. Cammino lungo Via Don Gioppi fino ad un punto dove sulla destra dopo una casa trovo dei gradini. Il cartello c’è ma è coperto dai rami degli ulivi. Salgo i gradini lastricati a porfido. Curve e controcurve e in pochi minuti sono sulla strada che da Torbole sul Garda conduce a Nago. 

M’immetto sulla strada e giro subito a destra. Trovo una bacheca con alcune informazioni del punto panoramico e in una nicchia del muro trovo una madonna “regina pacis” collocata nel Giugno del 1940 come si può notare a lato dell’opera. Cammino lungo lo stretto e tortuoso sentiero con una ringhiera fino ad un bellissimo pianoro, sono al Belvedere.

Eccomi al belvedere, un meraviglioso punto panoramico. La visuale da quassù è unica: si va dal lago di Garda ai monti circostanti. Scatto alcune foto. In questo bellissimo luogo ci sono anche delle panchine utili per fermarsi a riposare e a pensare. Verso il lato a nord si trova la stazione meteorologica di Torbole (Belvedere) a 90 m di quota della provincia autonoma di Trento. Si ha visione d’insieme della cittadina di Torbole sul Garda. Il belvedere viene chiamato “castèl”, nome che sta ad indicare, nei secoli passati, la presenza di una torre o di una fortificazione. Questa cosa è stata confermata dalla scoperta di reperti archeologici nella zona.

Per rientrare al punto di partenza, dove ho lasciato la macchina decido di percorrere il percorso fatto all’andata a ritroso.

Ecco la mappa:

Note:

<

p style=”text-align: justify;”>Bellissima camminata adatta a tutti anche ai bambini tranne ai passeggini. Ottimo punto panoramico. Munitevi di macchina fotografica per immortalare il panorama.

Rifugio Pernici in inverno da Malga Grassi

L’escursione che vi propongo è al Rifugio Nino Pernici partendo da Malga Grassi. Siamo nel Garda Trentino e l’escursione parte da Malga Grassi che si trova sopra l’abitato di Campi di Riva del Garda.

Itinerario

E’ il 20 Gennaio 2019 non c’è neve quindi la meta di oggi con Sara è di andare a trovare Marco il gestore del Rifugio Nino Pernici. Conosco Marco da anni, giovane e bravo gestore di un rifugio con una bellissima visuale e almeno due volte all’anno ci saliamo per andarlo a trovare e per fare una bella camminata. 

Arrivo a Campi e proseguo in macchina fino a Malga Grassi che in inverno è chiusa. Se decidete di fare il percorso in estate quando è aperta fermatevi dal Charly; la sua cucina merita proprio. Prendo lo zaino e chiudo la macchina. Accendo il GPS e iniziamo la camminata. Conosciamo entrambi molto bene la strada pensiamo di aver perso il conto delle volte che ci siamo saliti in inverno e in estate.

Iniziamo camminando su fondo sterrato poi subito prendiamo il sentiero Sat sulla sinistra. Adoriamo camminare nel bosco. Il sentiero sale costante nel bosco ben curato. In alcuni tratti camminiamo con quella poca neve che c’è in questo periodo. Nello zaino abbiamo i ramponcini da ghiaccio molto utili durante le nostre camminate invernali. Il sentiero sale nel bosco ben curato ed è ben segnalato dai segnavia Sat sugli alberi e sui sassi. 

Usiamo dal bosco e per un tratto camminiamo su fondo cementato in salita. Lasciamo il cemento e troviamo la strada sterrata e seguiamo sempre i segnavia. Finalmente abbandoniamo lo sterrato e riprendiamo a camminare nel bosco su un bel sentierino ben tracciato ed evidente. Giro lo sguardo e tra gli alberi riesco a vedere un po’ di panorama, la piana dove si trova Malga Grassi il monte Brione.

Saliamo nel bosco e con curve e controcurve raggiungiamo la strada sterrata e siamo all’ex Malga Dos dei Fiori. Ora camminiamo sulla strada sterrata con fondo smosso. arriviamo ad una curva a destra dove prendiamo il sentiero sempre il 402 a sinistra. Ci mettiamo i ramponcini e attraversiamo la lingua di ghiaccio che si è creata dal fiumiciattolo. Qui si potrebbe anche proseguire sulla strada principale fino al rifugio.

Il sentiero è bello immerso nel bosco e continuiamo a mettere e togliere i ramponcini da ghiaccio ma sono semplici da mettere e anche da togliere. Saliamo con curve e controcurve fino a giungere sulla strada che conduce al rifugio. Il rifugio Pernici è davanti a noi e siamo a 1600 metri di quota

Prima di entrare al rifugio da Marco, il gestore, scatto alcune foto al panorama circostante che è sempre spettacolare. In una foto ho il Monte Baldo, il Carega, il Pasubio, lo Stivo, il Cornetto e la Paganella. Ci fermiamo in contemplazione e in silenzio ad ammirare questo quadro naturale, che bello.

Entriamo al rifugio e siamo accolti da Marco, il gestore del rifugio. Conosciamo Marco da anni e almeno un paio di volte all’anno saliamo a trovarlo a piedi e io qualche volta ci salgo con la mia fatbike; il giro del Pernici è un must da fare se sei in ferie sul lago di Garda e sul lago di Ledro.

Il menù è tipico della tradizione trentina con minestrone, canederli, polenta gialla ma soprattutto la polenta di patate tipica della Valle di Ledro, formaggio fuso, salsiccia, spezzatino e crauti, il tutto condito con una buona birra e per finire il pranzo una bella fetta di torta. 

E’ tempo di rientrare paghiamo e salutiamo Marco e la sua famiglia che gestisce il rifugio. Per raggiungere Malga Grassi da dove siamo partiti scendiamo lungo la strada sterrata. Troviamo alcune chiazze di ghiaccio quindi mettiamo e togliamo i ramponcini da ghiaccio alcune volte.

Note:

Il rifugio è aperto durante il periodo estivo da metà aprile circa fino a fine ottobre tutti i giorni. Il dislivello è di 600 metri circa ed è lungo 3 km. Tempo stimato di percorrenza da tabelle Sat 1.30 h. In inverno è aperto durante le vacanze di Natale e nei week end di gennaio e di febbraio. Vi consiglio di chiamare prima di effettuare la camminata Marco per sapere delle condizioni della strada per Malga Grassi e se sono aperti.

Cellulare Marco de Guelmi: 3493301981
www.pernici.com

Mappa: